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Farmaci con ricetta online: l’Italia pronta a superare l’ultimo tabù digitale?

La vendita online dei farmaci con obbligo di prescrizione torna al centro del dibattito politico italiano. Il disegno di legge n. 1786 punta infatti ad affidare al Governo il compito di riordinare, aggiornare e razionalizzare le numerose disposizioni che regolano il settore farmaceutico italiano. Il testo originario, consultabile sul sito del Senato della Repubblica, prevede una decisione entro il 31 dicembre 2026 in merito alla possibilità di autorizzare la vendita a distanza dei medicinali soggetti a prescrizione. 
Attualmente, in Italia l'e-commerce è consentito soltanto per i medicinali SOP e OTC, senza cioè obbligo di prescrizione. Per vendere online SOP e OTC, le farmacie e parafarmacie devono ottenere un’apposita autorizzazione regionale ed esporre sul sito web l'apposito “bollino verde”, sul quale cliccando l’utente è indirizzato alla pagina del Ministero della Salute nella quale compare il nome della farmacia o parafarmacia.

I sostenitori dell’apertura al digitale della vendita dei farmaci con obbligo di prescrizione ritengono che il servizio potrebbe facilitare l’accesso alle terapie, soprattutto per i pazienti cronici, le persone con difficoltà motorie e i cittadini residenti in aree rurali o scarsamente servite. La consegna programmata potrebbe risultare utile anche per i caregiver, spesso costretti a conciliare il ritiro periodico dei medicinali con il lavoro, l’assistenza ai familiari e altri impegni quotidiani. L’obiettivo, quindi, non sarebbe permettere la vendita indiscriminata dei farmaci, ma trasferire online alcune attività oggi svolte esclusivamente attraverso la presenza fisica in farmacia.

L’apertura del canale online non comporterebbe un risparmio sul prezzo dei farmaci. Il vantaggio per il cittadino sarebbe soprattutto organizzativo: minori spostamenti, consegne pianificate e maggiore flessibilità nella gestione delle terapie.

Una ricerca condotta da IQVIA e commissionata dalla European Association of E-Pharmacies – associazione che si interessa della tutela delle farmacie digitali in Europa - rileva un consenso significativo verso la possibilità di acquistare online i medicinali con prescrizione. Secondo lo studio, circa un italiano su due mostrerebbe un forte interesse per il servizio. La percentuale raggiungerebbe il 66% tra le persone che utilizzano regolarmente farmaci con ricetta, il 52% tra i pazienti cronici e il 53% tra gli under 45. La European Association of E-Pharmacies sostiene inoltre che un ordine gestito attraverso un sito ufficiale e registrato potrebbe offrire una tracciabilità superiore rispetto a richieste trasmesse attraverso messaggi, telefonate o altri canali informali.

Di contro, uno dei principali timori collegati alla vendita online di farmaci con ricetta riguarda la circolazione di medicinali contraffatti. Il rischio è concreto soprattutto quando l’acquisto avviene attraverso siti illegali, piattaforme non autorizzate o venditori che operano al di fuori della filiera farmaceutica ufficiale, considerando inoltre che l'utente potrebbe non avere contezza dell'illegalità di questi siti web, che spesso si mascherano dietro grafiche e layout rassicuranti. 

La direttiva europea 2011/62/UE, conosciuta come Falsified Medicines Directive, ha introdotto misure specifiche per impedire l’ingresso di medicinali falsificati nella catena di distribuzione legale. Questi strumenti aumentano la tracciabilità nella filiera legale, ma non eliminano i rischi legati ai siti abusivi. Per questo motivo, anche in un eventuale sistema aperto ai farmaci con ricetta, il ruolo delle autorizzazioni e dei controlli resterebbe centrale.

Le obiezioni alla riforma non riguardano soltanto la sicurezza informatica o la contraffazione. Il timore più rilevante è che la distanza fisica possa ridurre il controllo professionale esercitato dal farmacista, trasformando la distribuzione in una semplice operazione commerciale. Durante il rapporto diretto, il farmacista può individuare possibili errori, chiarire le modalità di assunzione, segnalare interazioni e riconoscere comportamenti potenzialmente rischiosi. Un sistema troppo automatizzato potrebbe indebolire questo filtro, soprattutto nel caso di pazienti anziani, persone sottoposte a terapie complesse o soggetti che assumono numerosi medicinali contemporaneamente.

Alcune proposte cercano di rispondere a queste obiezioni introducendo un consulto a distanza con il farmacista prima della conferma dell’ordine: una consulenza online ben strutturata potrebbe infatti essere sufficiente per alcuni pazienti, ma non rappresenterebbe necessariamente una soluzione adatta a ogni situazione.

La vera sfida, quindi, non consiste semplicemente nel decidere se permettere o vietare l'acquisto online dei farmaci con obbligo di prescrizione medica, ma nel capire quali servizi possano essere erogati a distanza, per quali pazienti sia necessario mantenere un rapporto diretto e come utilizzare gli strumenti digitali senza indebolire la funzione sanitaria della farmacia, il controllo sulle terapie e il rapporto di fiducia tra professionista e paziente.


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